CARDAEMORT

BIOGRAFIA

Cardaemort è una one man band progressive melodic death metal con influenze black, gothic e dark ambient, fondata l'1 Aprile 2022 a Catanzaro da Francesco Bronti.
Parlando del compositore invece:Francesco Bronti, classe 2001, nasce il 28 agosto in Italia nella provincia di Savona in Liguria.Fin dalla tenera età dimostra di avere un interesse verso la musica. A 16 anni comincia a suonare la chitarra da autodidatta e dopo i 18 anni si trasferisce in Calabria a Catanzaro, da lì inizia a scrivere i suoi primi brani e l'8 gennaio 2020 fonda la sua prima band, i Disgust Young.
Francesco, dopo aver ricevuto il suo primo computer inizia a comporre per conto proprio e inizia a sperimentare le prime tracce metal negli ultimi mesi del 2021.
Il desiderio di fondare un progetto solista nasce quando Francesco Bronti inizia a sviluppare interesse per scrivere e incidere canzoni a modo proprio, ad archiviare competenze pratiche sugli strumenti musicali di suo interesse e infine, ad avere competenze tecniche sui programmi grazie all’importante contributo di suo zio, nonché diretto collaboratore, Savior Calabro, riconosciuto come tecnico FOH. Tra le esperienze del suddetto zio, fù il tastierista dei Glacial Fear, denominato Deathead.
Il progetto solista ha come nome Cardaemort e prende riferimento dalla leggenda catanzarese di Gina Cardamone, da qui il nome del gruppo solista, suddiviso in tre parole: Carda (Cardamone) e (è) mort (morta).
Cardaemort nasce e si sviluppa con l’idea di mettersi nelle fredde vesti di uno spirito dannato che osserva e ascolta tutti, contempla se stesso e gli altri, senza mai esternare troppi segni di vita ai comuni mortali, difatti, quando l'ascoltatore riceve la sua prima esperienza con questo spirito vincolato, l’orecchio apprezza la massima espressione nella più libera forma, del concetto di rabbia repressa che vorticosa, galoppa in un calderone musicale di “Odi et amo” verso la visione stessa del mondo e dai sentimenti di delusioni e soddisfazioni, provati nella moltitudine di esperienze vissute dallo stesso spirito o raccontate dalle persone che esso ha ascoltato.La peculiarità è data anche dall'ispirazione verso i luoghi diroccati, abbandonati all’entropia, sottolineando il fascino che la natura possiede, perché sottomette sempre i confronti contro le impalcature realizzate dall'uomo.

Il 16 dicembre 2024 prende ufficialmente forma la nuova line-up per i concerti dal vivo:

Francesco Bronti – voce e chitarra (frontman)
Alberto Lamanna – chitarra
Francesco Vitaliano – basso
Marco Geraci – batteria

La prima esibizione di questa formazione è avvenuta al Catanzaro Sound – II Edizione, presso il Parco Gaslini di Catanzaro Lido.
In quell’occasione abbiamo presentato La Fenêtre, un brano inedito che farà parte del nostro secondo album di prossima uscita.
I nuovi membri contribuiscono alla dimensione live della band, ma non interverranno sulla scrittura e la composizione dei brani presenti nel nuovo album.

DISCOGRAFIA


The Whispering House (17/04/2024)

- Meeting The Ghost
- The Bridge Of Souls
- Cracked House (Outside)
- Land Of Slavery
- Endless Forest
- Cracked House (Inside)
- Opening A Portal


A cura di Enzo Li Calsi
Questo è un album solitario più che solista, che porta l’ascoltatore a vorticare in un mulinello di note e voci calde, nettamente distaccate dal freddo che i testi ritraggono.
Spicca la dannazione dell’essere, di un’anima che non si dà pace, e persa nel mondo, non riesce a trovare quella bellezza che potrebbe curarla e cullarla, al contrario quel che trova sono infinite vie con le quali ci si ammala e ciò che più dovrebbe ravvivare il corpo, muore in esso rassegnato al vivere lento e interminabile che una vita lontana dalla bellezza consiste. Una morte silente che prende forma nel suo senso più grande e raggiunge il corpo soltanto quando i volti, esasperati da una bellezza inesistente e inappetibile ai sensi, si abbandonano a un vorticoso bacio col vuoto, che forse a volte per l’energia che trasmette, riesce a zittire la tediosa ricerca di luce in un modo immerso nell’oscurità.
Si può assaporare il contrasto tra un paesaggio boscoso, di cui la Sila è massimo rappresentante, e l’urbana miseria che affligge tutti gli animi, senza che neanche se ne accorgano. Sebbene la natura possa sembrare benevola, viene ritratta nella sua versione più oscura, con tempesta e nebbia, difatti, sebbene possa regalare i colori che ricerchiamo, ci respinge con sé stessa alla visione di sé stessa più ampia e probabilmente, sé stessa salvifica.
Queste sono alcune delle sensazioni che ho percepito all’ascolto e così come la nebbia nel bosco cela il più bel pino, le mie parole non fanno vedere oltre, così che voi ascoltiate e tocchiate con mano questo paesaggio musicale, abbandonando le strade e perdendovi nei sentieri per poi negarvi anche quelli e crearne di nuovi, che è un po’ come lanciarsi nel vuoto di Cardaèmort. 




L’idea di “The Whispering House” sboccia nella realizzazione del primo progetto, ossia “Land Of Slavery” verso la fine del 2022. Questo è stato il primo brano realizzato su Cubase 5 di senso compiuto dopo varie sperimentazioni create in precedenza su Audacity e poi riproposte sul nuovo software.
Successivamente, prendendo mano sul programma e sulle tecniche di missaggio, ho iniziato ad espandere e conoscere nuovi metodi d’approccio nella composizione, svariando sulle progressioni, cambi di metrica e BPM.
Da queste nuove competenze acquisite, trovando anche il mio unico sound per i singoli strumenti, nascono brani come: “The Bridge Of Souls” (secondo progetto realizzato), “Meeting The Ghost” (terzo progetto realizzato), “Opening A Portal” (quarto progetto realizzato), “Cracked House (Outside)” (sesto progetto realizzato).
Durante la realizzazione dei brani, nella mia vita privata (anno 2023), ho dovuto affrontare due traslochi che mi hanno fatto perdere mesi di tempo, ma la mia volontà irrefrenabile di continuare a sviluppare altri brani ha portato anche nuove idee particolari come: “Endless Forest” realizzando un mix tra il goth e il black/death metal e “Cracked House (Inside)”, un brano acustico con una tematica molto intima e delicata.

Prima di scrivere i testi in questi brani ho lavorato sulla strumentale e per le tematiche ho voluto ispirarmi a ciò che ho vissuto e visto in questi quattro anni vivendo qui a Catanzaro, impostando nei testi una sensazione di malessere, solitudine, paura e tensione in degli ambienti che, secondo la mia immaginazione, possono essere visti con occhi diversi dalla realtà.

Durante la realizzazione dei singoli brani, avvertivo una sensazione di piacere nell’ascoltare le tracce, di stimolo perché adoravo quello che stavo realizzando e di orgoglio perché creavo e finivo i progetti da solo e mi mettevo sempre alla prova superando ogni volta me stesso.

Ho iniziato a vedere la musica in maniera nettamente diversa, non mi piace la monotonia e adoro ascoltare sempre qualcosa di innovativo.Mi piace sperimentare sui suoni, perché possono suscitare sensazioni ed emozioni diverse, ogni cosa deve essere sensata e sentita dentro nell’animo.Il mio approccio con gli strumenti musicali è totalmente cambiato, non è “uomo e strumento musicale”, ma è un corpo unico che si esprime e che emana un benessere interiore ed esteriore.




ATTREZZATURA UTILIZZATA


Pedaliera: ZOOM G3X
Strumenti Musicali: Ibanez Prestige RG1570-BK - VGS Eruption - Yamaha APX500III - EKO VJB 200 - SHURE PGA58
Computer: Samsung R530/R730/R540 Windows 7 Home Premium a 64 bit
Software: Cubase 5
VST Instrument: EZDrummer 2 - Pianoteq 6

Meeting The Ghost
Scrittore e Compositore Francesco Bronti in collaborazione con Savior Calabro

The Bridge Of Souls
Scrittore e Compositore Francesco Bronti 

Cracked House (Outside)
Scrittore e Compositore Francesco Bronti in collaborazione con Savior Calabro

Land Of Slavery
Scrittore e Compositore Francesco Bronti 

Endless Forest
Scrittore e Compositore Francesco Bronti in collaborazione con Savior Calabro

Cracked House (Inside)
Scrittore e Compositore Francesco Bronti in collaborazione con Savior Calabro

Opening A Portal
Scrittore e Compositore Francesco Bronti


Premix: Francesco Bronti
 Mix & Master: SPLSOUNDLAB

INTERVISTA

Cardaemort. La casa dei sussurri di Francesco Bronti 

A soli 24 anni, Francesco Bronti, musicista polistrumentista nato a Savona e oggi attivo a Catanzaro, ha costruito passo dopo passo un percorso artistico autonomo e determinato. Chitarrista dal 2016, cantante, bassista e compositore, Francesco ha trasformato la passione adolescenziale per il rock e il metal in un progetto solista ambizioso: "Cardaemort", una one man band di progressive melodic death metal.

Dalla sperimentazione con i sequencer di "Little Big Planet 2" fino ai Live nei Contest e nei locali calabresi, il suo cammino è segnato da studio autodidatta, ricerca sonora e desiderio di superare i propri limiti. Con l'uscita del primo album "The Whispering House" (17 aprile 2024), Francesco apre le porte del suo universo musicale fatto di atmosfere oscure, tecnica, melodia e introspezione.

In questa intervista esploreremo le radici del suo percorso, la nascita di "Cardaemort" e la visione artistica che guida il suo progetto.

E allora signor "Cardaemort" 😁, ci racconti del death metal e del suo urlo più estremo, violento in superficie, ma profondamente catartico, e di come caos e oscurità diventano pura espressione emotiva...e benvenuto Francesco. Con te ci siamo conosciuti al Copabay quando ti "ingaggiai" per aprire un Live al caro amico Giorgio Caporale in coppia con Enrico Santangelo, noto batterista e collaboratore di Fiorella Mannoia, Alexia ed Emma Marrone, tanto per citare qualche nome celebre...

1. "Cardaemort" è una One Man Band. Cosa ti ha spinto a scegliere la strada solista invece di continuare esclusivamente con una band?

Risposta • Ho deciso di intraprendere la strada da solista perché, suonando con il mio primo gruppo, i "Disgust Young", avevo sempre l'ambizione di comporre nuova musica. Al Copa Bay abbiamo eseguito un repertorio acustico di oltre 20 canzoni: quattro erano nostri brani, mentre il resto erano cover. Suonavo insieme a Marco Barberio (batteria) e Davide Chiriano (chitarra). Alla fine del 2023 si era aggiunto anche Tommaso Di Biasi (basso) e abbiamo suonato un'ultima volta al Polivalente di Catanzaro. Vorrei dedicare un saluto a tutti e tre, siamo in ottimi rapporti e auguro anche a loro un felice proseguimento. Con Davide ci siamo ritrovati a suonare nella tribute band di Ligabue, "Sogni di Rock 'n' Roll", e stiamo continuando a collaborare.

Al di là di questa lunga parentesi, i Disgust Young si sono sciolti alla fine del 2023. Ora però vorrei fare un passo indietro. Ho dato vita al mio progetto solista, "Cardaemort", il primo aprile 2022, perché alla fine del 2021 avevo realizzato alcune demo di brani che poi sono confluiti nel mio primo album, "The Whispering House", come la canzone "Land Of Slavery". Nel 2023 ho affrontato due traslochi nell'arco di otto mesi, è stato un periodo difficilissimo per me e per mia mamma, ma grazie al supporto di mio zio Salvatore Mancuso (Savior Calabro / Deathead) non ho smesso di incidere musica. Così, il mio primo album l'ho composto nel bel mezzo di questi traslochi.

2. "The Whispering House" è il tuo primo album ufficiale. Qual è il concept o il filo conduttore che lega i brani?

Risposta • All'interno del mio primo album ho fatto vari riferimenti a Catanzaro. Questa città mi ha ispirato molto, e in essa ho immerso una sensazione di inquietudine. La copertina raffigura una casa situata nel quartiere di Santa Maria, nel 2023 abitavo proprio lì.

Parlando dei brani, "Meeting The Ghost" è l'apertura a tutto, al nome del progetto, a una storia, a un fantasma, una leggenda metropolitana di Catanzaro. Questa storia mi ha affascinato perché collega due figure importantissime. La prima è il fantasma, perché io mi percepisco come tale, so di esistere, ma non esisto per tutti; solo poche persone mi conoscono davvero. Nei miei momenti di riflessione sto in silenzio, osservo il mondo, non spavento, viaggio attorno ai vivi senza voler fare del male a nessuno. Sono una figura innocente, dannata, perché cerco di guardare oltre. Aprire la propria visione fa rendere conto di quanto sia profondo il vuoto, come se non ci fosse mai una fine. È questo il bello, non c'è nessun limite, come nella musica. La mia arte non ha una definizione chiara, è tutto ciò che coltivo dentro, e io non smetterò mai di conoscermi.

La seconda figura è Alice, la ragazza che mi ha stravolto. Mi sono innamorato di lei in Liguria nel 2015, quando attraversavo un periodo difficile a causa del bullismo. Avevo appena finito le scuole medie e, in una giornata nuvolosa e fredda alla fermata del bus, mi immersi nel suo sguardo e volli conoscerla. Parlando con lei poche volte, scoprii che ascoltava rock e metal, dai Metallica ai Megadeth, passando dai Soundgarden e Pearl Jam, e così via. Ripresi la chitarra classica che mio papà mi aveva comprato qualche anno prima, ma col tempo mi accorsi che lei non era innamorata di me. Nonostante questo, non smisi di suonare, la chitarra mi stava tirando fuori da un mondo altrettanto grigio e solitario. Grazie a essa ho conosciuto tantissime persone, e sicuramente se non fosse stato per Alice, che ha acceso quella mia candela ormai spenta, non avrei conosciuto chi oggi mi vuole bene e che stimo. C'è sempre la possibilità di essere importanti per qualcuno, perché agli occhi degli altri possiamo trasmettere qualcosa.

Successivamente, "The Bridge Of Souls" parla del ponte Morandi di Catanzaro. Esiste un altro ponte Morandi, quello di Genova, sul quale ero passato il giorno prima del crollo. Questo evento mi ha segnato, ci ricorda che non abbiamo il pieno controllo del nostro destino. Da un lato c'è la tragedia che non possiamo evitare, dall'altro la scelta di affrontarla. Questi due ponti con lo stesso nome hanno dato vita a una delle mie canzoni più apprezzate dai fan.

"Cracked House Outside / Inside" descrive le fragilità dell'essere umano, ispirandosi alla casa di Santa Maria presente sulla copertina. Ho capito che tutti siamo fragili, non esiste una persona "forte", siamo tutti feriti, con crepe e umidità dentro difficili da espellere, soprattutto sotto la pioggia. La gente non comunica, è distante dalla società come quella casa, persa nel nulla. Presentiamo agli altri versioni diverse di noi stessi, ma in realtà siamo come quella casa. Chi decide di "abitare" dentro di noi a lungo conoscerà i nostri traumi, il nostro carattere, le fragilità. Ci sono persone affezionate alla propria casa che non la abbandonano, noi possiamo essere la dimora di chi cerca sicurezza, ma chi riconosce le proprie fragilità tende a isolarsi.
"Land Of Slavery", come suggerisce il titolo, parla della schiavitù sul lavoro, di come soffriamo vivendo vite monotone, annullandoci per niente e consumandoci per il solo scopo di arricchire i potenti. Mi auguro che avvenga un risveglio a livello globale. È stato il primo brano scritto per questo progetto, la prima demo fu registrata su Audacity, poi passai a Cubase 5.

"Endless Forest" si ispira alla Sila, le sue fitte foreste possono essere inquietanti. Il brano ha uno stile diverso dagli altri, ho sperimentato miscelando il gothic ed il black metal, dando vita ad un'atmosfera con arpeggi inquietanti, chitarre distorte ed urlati nel bel mezzo di un ritmo molto ballabile.

L'ultima canzone dell'album è "Opening A Portal", un titolo che apre un accesso a un emisfero importante della nostra vita: la sofferenza. Questo brano, di genere black metal, è un'introduzione al mio prossimo album, La Souffrance De Laisser, di cui parleremo più avanti…

3. Sei un musicista autodidatta per la maggior parte degli strumenti che suoni. Quanto ha inciso questo aspetto sulla tua identità artistica?

Risposta • Onestamente non mi reputo un autodidatta al 100%. Suonando e confrontandomi con gli altri ho sempre imparato qualcosa di nuovo. Ho preso lezioni di chitarra e di teoria musicale da Matteo Procopio, dopo nove anni da "autodidatta", e mio zio Salvatore mi sta formando da qualche anno su alcuni aspetti tecnici legati a registrazione, missaggio e altre competenze fondamentali.

Ho seguito un consiglio prezioso di mia mamma: aprirmi a 360°. Uno dei miei obiettivi è accumulare quanta più conoscenza possibile in questo settore della musica, dalla teoria alla pratica, dal leggere uno spartito a realizzare un album completamente da solo, dal riconoscere le note ad orecchio a suonare più strumenti possibile. Non voglio specializzarmi solo sulla chitarra, ma lavorare su più fronti, e questo mi aiuta tantissimo nel mio percorso da solista.

Applicando queste conoscenze con gli altri, ho scoperto quanto mi piaccia confrontarmi in questo ambito, mi appassiona. Cerco anche di trovare nuovi suoni per trasmettere emozioni agli ascoltatori. Mi piacerebbe approfondire la musicoterapia, perché la musica è una droga che non fa mai male. Ha sempre messo in moto il mio cervello su entrambi gli emisferi.
Insomma, la musica mi ha dato tanto e io voglio ricambiare, è uno scambio continuo.

4. Nei tuoi brani convivono elementi progressive, melodic death metal e influenze più ampie del mondo metal. Come costruisci un pezzo, parti dall'atmosfera, dal riff o dal testo?

Risposta • Io parto sempre dalle chitarre o da qualche minima idea alla batteria; il basso lo creo dopo aver finalizzato questi due strumenti. La batteria la trascrivo in MIDI e, fortunatamente, suonandola dal vivo ho imparato a comprendere meglio le dinamiche e a lavorare più efficacemente sul MIDI. I testi li scrivo sempre alla fine, perché il brano deve trasmettermi una certa sensazione all'ascolto, a meno che non abbia già le idee ben chiare, cosa che non capita spesso.

Questo metodo nasce dal fatto che nel mio genere sperimento moltissimo, ma ci sono casi particolari, come per esempio un brano che rilascerò nel mio secondo disco, intitolato "Last Summer (With You)". Credo sarà uno dei pezzi più intensi, perché la sua delicatezza trafigge l'anima. L'ho scritto in meno di una settimana, era l'estate del 2024, ero con i miei amici al "Mamma" di Catanzaro Lido, avevo la mia chitarra acustica e iniziai a strimpellarla. La chitarra era accordata diversamente dallo standard, e le mie mani poggiarono sulle corde come guidate da qualcosa. Ho formato due accordi che mi hanno gelato il sangue, perché quell'armonia raccontava qualcosa nel contesto in cui mi trovavo, i miei amici quella sera parlavano di trasferirsi altrove per lavoro e studio.

Nei giorni seguenti, a casa, ho completato il brano, una canzone semplice e breve, che sarà inserita in un album dal caos sonoro, pieno di sofferenza studiata e analizzata. Il brano affronta due temi importanti, il primo riguarda i giovani che lasciano la propria terra per cercare fortuna altrove. Chi parte lascia lì cuore e anima, portandosi con sé solo corpo e mente. Abbandonare ciò che si ha è sempre un rischio, non possiamo mai sapere cosa ci accadrà dopo.

Il secondo tema è un grande dilemma personale, sappiamo bene che il Sud Italia è meta turistica, molti parenti ci vengono a trovare, ma non sappiamo mai se quella sarà la loro ultima stagione, la loro ultima estate. Perciò bisogna godersi i propri affetti come se fosse l'ultimo giorno. Un po' di colore in un mondo così opaco può dare gioia e speranza a qualcuno.

5. Hai iniziato esibendoti anche per superare l'ansia da palcoscenico, persino suonando per strada. Cosa hai imparato dal confronto diretto con il pubblico?

Risposta • Ho avuto il mio primo confronto per strada in un modo alquanto simpatico. Ero uscito con alcuni amici a Carcare, in Liguria, in una tranquilla giornata d’estate nel 2017, suonavo da appena un anno. Ho visto in lontananza un ragazzo che imbracciava la chitarra e la suonava. Era seduto da solo su una panchina e io mi sono diretto verso di lui, abbandonando completamente il mio gruppo. Abbiamo parlato, non era del posto, era in vacanza, e mi fece provare la sua chitarra. È stata la prima volta che suonai uno strumento fuori dalle mura di casa.

Dopo quel giorno mi organizzai con lui e suonammo in giro. Quando lui se ne andò, decisi di fare la stessa cosa da solo, nello stesso punto, non chiedevo soldi, suonavo per me stesso. Negli anni scolastici successivi girava voce che sapessi suonare la chitarra e, per conto dell'Istituto Superiore "Patetta" che frequentavo a Cairo Montenotte, entrai a far parte di un gruppo di lettori, dove accompagnavo musicalmente le poesie. Ero un sottofondo, come il vento che ti accarezza mentre parli con qualcuno.

Il 2019 fu un anno intenso, suonai in giro con varie persone, tra locali, spettacoli in piazza (Cairo Medievale), da solo sul castello di Cairo Montenotte, in compagnia di alcuni musicisti del Teatro Cantiere a Piana Crixia, e in altri eventi meravigliosi. Conobbi tanta gente, la mia vita stava cambiando in meglio, riuscivo a respirare.

Dopo l'estate, con mia mamma, mi trasferii a Catanzaro e mi iscrissi all'Istituto "Grimaldi", non tanto per continuare gli studi, quanto perché sapevo che c'era una band musicale della scuola. Il primo giorno di prove avevo la chitarra con me e, anziché aspettare davanti alla scuola, presi la chitarra e suonai in piazza Matteotti. Da lì cominciò a circolare la voce e, in quei contesti, conobbi diversi ragazzi, tra cui Davide Chiriano; a scuola rimasi in contatto con altri musicisti, tra cui Marco Barberio. Insieme a loro fondai i Disgust Young all'inizio del 2020.

Purtroppo arrivò il Covid in un momento molto importante per me, mi stavo ambientando e facendo nuove conoscenze. Quando parlavo con il mio accento ligure, gli altri scoprirono che non ero del posto e mi sentivo un'entità sconosciuta per loro. Più avanti, quando le cose si calmarono, andai al parco Gaslini di mia spontanea volontà, ma col tempo smisi di andarci. Ora, vivendo a Catanzaro e non più nei quartieri, qualche volta strimpello in saletta al Polivalente con i miei amici; è da lì che ho iniziato a suonare anche la batteria.

Adesso sono molto preso dalle composizioni, ma una suonata in giro non mi dispiacerebbe affatto. Alla fine ho imparato a gestire l'ansia da palcoscenico. Anni fa ero molto chiuso, ora non mi vergogno di ciò che sono e punto sempre a migliorarmi anche come persona.

6. Dopo il debutto Live come solista e l'uscita dell'album, quali sono i prossimi passi per "Cardaemort"? Nuovi Live, un secondo disco, collaborazioni?

Risposta • Con questa domanda vorrei introdurre con grandissimo piacere tre musicisti che non ho citato fino ad ora: i miei live members. Loro sono Alberto Lamanna (chitarra), Francesco Vitaliano (basso) e Marco Geraci (batteria). Li voglio salutare e ringraziare con tutto il cuore. Con loro mi diverto tantissimo, ogni serata di prove è piena di risate, ma anche di serietà. Stanno facendo un lavoro straordinario per me, perché hanno deciso di sostenermi pur mantenendo una certa distanza dal progetto.

Il mio obiettivo è continuare con questo progetto da solo, sperimentare e tirare fuori singoli, EP o addirittura album, e suonare dal vivo con i miei ragazzi, vivendo insieme serate indimenticabili. Ce lo meritiamo tutti e quattro.

Riguardo al mio secondo disco, sono ancora nella fase di definizione del suono, voglio dargli un colore preciso, ma in questi mesi ho avuto tantissimi dubbi sulla composizione. Ho cancellato, rimosso, rifatto, importato ed esportato tracce, rielaborando più volte lo stesso progetto per vari motivi. Insomma, voglio che esca un lavoro davvero bello. Per quanto riguarda i testi, il tema principale sarà la sofferenza, sto cercando di creare diversi collegamenti attorno a questo tema delicato. Ho anche in mente altri lavori futuri, con collegamenti alla Valbormida, un capitolo importante della mia vita.

Per quanto riguarda le collaborazioni, per ora sono esterno con Cardaemort. Ho lavorato con Dasco, Skorpio e anche con mio zio Salvatore, che ha un progetto chiamato Savior Calabro, dove sperimenta con la musica elettronica. Infine, faccio parte della band death metal "Lectern" come chitarrista e suono anche nella tribute band di Ligabue "Sogni di Rock n' Roll". Spero di aggiungere altre persone, perché mi piace collaborare e fare tante serate, non solo in Calabria, ma anche oltre.

La storia di Francesco Bronti dimostra che la passione, quando è alimentata da curiosità e perseveranza, può trasformarsi in un progetto concreto e identitario. "Cardaemort" non è solo un nome, ma il simbolo di un percorso personale fatto di evoluzione, coraggio e ricerca sonora. In un panorama musicale spesso affollato, la sua scelta di costruire tutto con le proprie mani racconta una visione autentica, quella di chi non aspetta l'occasione perfetta, ma la crea. Un ringraziamento speciale infine va a Martina Gariano, compagna del buon Francesco, per il suo bel servizio fotografico e video. Grazie ragazza...

E a te, good fortune shadowy man...

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